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  arte e cultura nel piceno
MUSEI SISTINI DEL PICENO




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Con il nome di Musei Sistini del Piceno si definisce la rete di musei di arte sacra della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, comprendente attualmente dieci sedi espositive distribuite nel territorio ecclesiastico di competenza.
L’intera rete è dedicata a Sisto V, al secolo Felice Peretti, papa originario di questa terra alla quale mostrò forte attaccamento anche nel corso del suo breve ma intenso pontificato (1585-1590).
I doni e i privilegi elargiti alla «patria carissima» caratterizzano ancora oggi la fisionomia storica e culturale di questo suggestivo tratto delle Marche che vanta, grazie alla sua opera, tesori di inestimabile valore artistico.L’istituzione nasce nel 1998 grazie ad un accordo tra la Diocesi, proprietaria dei beni e coordinatrice dei musei, la Provincia di Ascoli Piceno e le Amministrazioni Comunali, che compartecipano alla gestione al fine di garantire la tutela dei beni storico artistici ecclesiastici e la loro esposizione nei luoghi di appartenenza.
L’idea fondante di tale istituzione è quella di non accentrare in un unico contenitore i manufatti e le opere d’arte realizzate per le chiese locali, ma conservarle e renderle godibili esponendole nei luoghi per i quali esse furono pensate e realizzate.

IL MUSEO SISTINO DI GROTTAMMARE (Museo di Arte Sacra di Grottammare)

Il museo è ospitato nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, situata nel caratteristico borgo antico, con splendida vista sul litorale sottostante.
L’edificio medievale, ricostruito dall’architetto Pietro Maggi fra il 1792 e il 1809, fu decorato nel 1911 dal pittore sambenedettese Giuseppe Pauri che ha lasciato nella volta un esempio mirabile della sua feconda vena decorativa.
Nel presbiterio si conserva un dipinto di Ubaldo Ricci (secolo XVIII) e i pannelli supersiti di un polittico dovuto a Vittore Crivelli (secolo XV), oltre che un ritratto di Sisto V e uno splendido banco da chiesa in legno dipinto, opera marchigiana del Settecento.
Si ammirano, inoltre, una pala d’altare di Vincenzo Pagani (1530-1535 circa), una piccola tavoletta del Pauri raffigurante la Processione del Cristo morto a Grottammare e una Educazione della Vergine di Filippo Ricci (sec. XVIII), un busto di santa Lucia riferito all’ambito scultore berniniano Denis Plouvier. Nella controfacciata, decorato da esuberanti sculture lignee scolpite nel 1600, il meraviglioso organo che accompagna spesso concerti di musica sacra.
Oggetto unico per bellezza e storia è, infine, il calice per le celebrazioni liturgiche che Sisto V ha lasciato in eredità al suo paese di origine.
Si tratta dell’opera più importante della raccolta, racchiusa in una teca collocata nel fondo della navata. L’opera presenta la scritta seguente: “F.FELIX PERETTVS DE M.A.EP.S.AGAT.” Si tratta dunque di un oggetto relativo agli anni in cui il prelato copriva la carica episcopale a Sant’Agata dei Goti. Molti sono i rimandi di riferimento per quanto riguarda la tipologia del calice di Grottammare, caratterizzato dal nodo allungato che compare nella seconda metà del XVI secolo.
Si è immediatamente colpiti dalla semplicità e, nello stesso tempo, dall’eleganza della forma, priva di decorazioni eccessive.
Accanto al calice si ammira una medaglia commemorativa della chiesa di Santa Lucia (1590) che Camilla Peretti, sorella del pontefice, fece erigere a Grottammare nel luogo ove nacque il fratello.
Il raro oggetto, opera estrema del medaglista fiorentino Domenico Poggini (1520-1590), reca nel recto l’effigie di Camilla e nel verso il prospetto della chiesa.



 

 




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